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Premio Letterario Città Castello sezione per reclusi.

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Il senatore Walter Verini, Segretario della Commissione Giustizia del Senato, che ha rivestito un ruolo preminente nella ideazione di questa sezione speciale, ha affermato che, “l’emergenza carceri è drammatica. Suicidi quotidiani, sovraffollamento, mancanza di spazi, attività sociali e personale rendono impossibile l’applicazione dell’articolo 27 della Costituzione, che prevede la pena come recupero e reinserimento sociale del cittadino recluso. Umanizzare il trattamento penitenziario è un fatto di civiltà e di sicurezza: chi, dopo la pena, esce rieducato, statisticamente non torna più a delinquere. L’iniziativa del Premio letterario “Città di Castello”, l’apertura di una sezione speciale rivolta alle detenute e ai detenuti – ha concluso Verini – è un esempio di grande valore, un contributo di speranza per persone che hanno sbagliato, che scontano una pena, che hanno la speranza di poter tornare, anche grazie alla cultura, a vivere una vita sociale”. La sezione speciale ha infatti come obiettivo quello di sollecitare, tramite la scrittura, le persone in esecuzione pena a dar voce ai propri sentimenti, alle proprie riflessioni sul “prima – durante – dopo” il periodo di reclusione, coinvolgendo la società civile con eventi di sensibilizzazione sul mondo carcerario. Il Premio “Città di Castello” è l’unico concorso letterario in Italia ad avere una sezione speciale permanente riservata a tutte le recluse e i reclusi dei penitenziari italiani. Con questo progetto di straordinaria valenza sociale, ma non solo, i tre soggetti promotori intendono contribuire alla crescita culturale delle persone recluse e al loro più completo recupero. Se il periodo di detenzione nelle carceri, secondo l’ordinamento legislativo, deve essere soprattutto propedeutico al reinserimento dei detenuti nella società, il progetto va proprio in questa direzione. “Essere partecipi oggi della conclusione del percorso che ha portato alla creazione di una sezione speciale permanente riservata a tutte le recluse e i reclusi dei penitenziari italiani con il titolo “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, inserita nella 18esima edizione del Premio letterario internazionale “Città di Castello”, è un motivo di vanto ed orgoglio per la comunità tifernate, in virtù della sua storia e tradizione plurisecolare nel settore della tipografia e della grafica. Le istituzioni, a cominciare dal Comune, hanno fin da subito sostenuto questa straordinaria proposta culturale e sociale, che si fonda sul rispetto della dignità umana e sui valori racchiusi nell’articolo 21 della nostra Costituzione, e continueranno con rinnovato entusiasmo e determinazione a sostenerla negli anni come protagonista nel panorama nazionale e internazionale”, hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi nel ringraziare i promotori e tutti coloro che l’hanno resa possibile: “sapere oggi che molte persone hanno partecipato al premio inviando elaborati – hanno concluso sindaco ed assessore – è davvero una notizia di grandissima civiltà e umanità che apre scenari nuovi e prospettive di speranza”.(AGI)
COM/MAV
Carceri:in Premio Letterario Città Castello sezione per reclusi
Pubblicato: 25/07/2024 13:03
(AGI) – Perugia, 25 lug. – Per la prima volta in Italia è stato realizzato un concorso letterario rivolto alle persone recluse nei penitenziari del Paese: “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, è il titolo della nuova sezione speciale permanente inserita nell’ambito del Premio Letterario Internazionale Città di Castello giunto alla 18esima edizione. Da qualche settimana si sono chiuse le iscrizioni per l’edizione 2024 ed è questo il momento di tracciare un primo bilancio, in modo particolare per quanto riguarda la nuova sezione speciale permanente riservata a tutte le recluse e i reclusi dei Penitenziari italiani: sono state iscritte opere (tra poesie e racconti brevi) provenienti da 22 istituti penitenziari. Il progetto rientra tra le iniziative di collaborazione per favorire la promozione umana e culturale dei soggetti reclusi previste dal protocollo d’intesa siglato il 28 marzo 2024 da DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, l’Associazione Culturale “Tracciati Virtuali” e la Società Dante Alighieri. Subito dopo la conclusione di questa prima edizione della sezione speciale verrà varata l’edizione 2025 e si cominceranno a promuovere iniziative all’interno degli Istituti penitenziari, come ad esempio presentazioni di libri, incontri con gli autori, corsi di scrittura creativa, per cui gli organizzatori saranno lieti di ricevere adesioni da parte di tutti quei soggetti che desiderano contribuire alla crescita di questo progetto. “Si tratta di un’iniziativa di notevolissimo rilievo – ha dichiarato in video-collegamento, il Capo DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), Giovanni Russo, questa mattina nel corso della conferenza stampa a Città di Castello presso la sala consiliare alla presenza del Sindaco Luca Secondi, dell’Assessore alla Cultura, Michela Botteghi, del Presidente della Associazione Culturale “Tracciati Virtuali” Antonio Vella e Alice Forasiepi in rappresentanza della casa editrice LuoghInteriori e di Massimo Temperini in rappresentanza della Società Dante Alighieri – “perché la cultura in generale è uno degli strumenti più efficaci per far acquisire alla persona detenuta i valori che sono alla base della convivenza civile. La scrittura, in particolare, anche nelle sue espressioni creative come quelle che la sezione speciale del concorso intende valorizzare, offre l’opportunità alla persona che vive un’esperienza detentiva di rielaborare le proprie esperienze, di assumersi la responsabilità dei propri errori e di individuare nuovi percorsi di vita”. Un ruolo molto significativo in questo progetto lo ricopre la Società Dante Alighieri, il cui rappresentante ha puntato l’attenzione “sull’importanza dell’esplorazione nell’abisso di sentimenti di persone costrette, loro malgrado, a vivere una condizione diversa. In tal senso il linguaggio subisce variazioni e mutamenti che vale la pena di registrare”. (AGI)