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“Grazie a tutti”, il Papa torna in Vaticano

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(di Edoardo Izzo ed Eliana Ruggiero) – “Grazie a tutti!”: visibilmente stanco ma senza aver perso il suo consueto buonumore, Papa Francesco si è affacciato da un balconcino al quinto piano del Policlinico Gemelli per salutare la folla di fedeli, circa 3 mila, che accalcava già da questa mattina presto il piazzale in attesa di rivederlo. E anche sul sagrato di San Pietro in tantissimi si erano radunati per seguire in diretta l’evento dai maxi-schermi.
Agli applausi e ai cori, il Pontefice ha risposto con i pollici in su e poi, con un filo di voce, ha ringraziato e salutato la signora Carmela che aveva in mano un mazzo di rose gialle: “E’ brava!”, ha detto indicandola. Poi l’avvio verso il Vaticano, anche se, a pochi metri dall’ingresso del Perugino, il fuori programma: il Papa vuole dirigersi verso la Basilica di Santa Maria Maggiore per far deporre proprio le rose gialle di Carmela, davanti all’icona, a lui tanto cara, della Salus Populi Romani. Ora Francesco è a Casa Santa Marta, in Vaticano. Dopo quasi 40 giorni di ricovero, per lui si prospetta una convalescenza di almeno due mesi. Va da sé che anche il governo della Chiesa subirà delle modifiche. E c’è chi scommette che non saranno solo udienze e incontri a cambiare, dopo che in questi giorni di ricovero, diversi cardinali guardavano a un futuro Conclave. “Sono ancora vivo!”, ha detto l’88enne Papa argentino ai medici che lo hanno tenuto in cura. (AGI)
ELI
== IL PUNTO = “Grazie a tutti”, il Papa torna in Vaticano (2)

Pubblicato: 23/03/2025 17:32
(AGI) – Città del Vaticano, 23 mar. – Dopo aver rischiato di morire per ben due volte, Bergoglio dovrà, oltre al riposo, continuare le terapie e le fisioterapie per rimettersi al meglio. E avrà bisogno anche della somministrazione dell’ossigeno (in auto il Papa aveva i naselli), almeno per un periodo.
Sui riti di Pasqua e sulla presenza agli appuntamenti giubilari, per esempio la canonizzazione di Carlo Acutis (27 aprile) si deciderà sulla base dei miglioramenti che saranno raggiunti.
Più volte dal suo letto di ospedale Francesco ha parlato della fragilità e di quanto sia necessario “il miracolo della tenerezza”. Oggi, nel testo diffuso per l’Angelus, ha sottolineato come la pazienza di Dio sia “anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari”. Una “pazienza fiduciosa, ancorata all’amore di Dio che non viene meno”, “davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose”. Non sono mancati ovviamente gli appelli per la pace “nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Repubblica Democratica del Congo”, e la manifestazione del suo dolore per “la ripresa di pesanti bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza”. “Chiedo che tacciano subito le armi e si abbia il coraggio di riprendere il dialogo, perché siano liberati tutti gli ostaggi e si arrivi a un cessate il fuoco definitivo”, la sua supplica. “Nella Striscia la situazione umanitaria è di nuovo gravissima ed esige l’impegno urgente delle parti belligeranti e della comunità internazionale”. (AGI)
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