(notizia in embargo fino alle 7 del 25 marzo) Quasi tre quarti dei cittadini dell’Unione europea, il 74%, credono che il proprio Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Unione. Lo affermano i dati dell’Eurobarometro d’inverno 2025, pubblicato oggi dal Parlamento europeo. Si tratta del dato più alto mai registrato da quando questa domanda è stata introdotta nell’Eurobarometro, nel 1983. In Italia, hanno risposto così il 67% degli intervistati (+4 rispetto a giugno/luglio 2024). Coerentemente con il contesto attuale, gli intervistati citano il contributo dell’Ue al mantenimento della pace e al rafforzamento della sicurezza (35%) come principale motivo per cui l’adesione è ritenuta vantaggiosa. Il 66% dei cittadini europei vuole che l’Unione assuma un ruolo più importante nella protezione da crisi globali e dai rischi legati alla sicurezza, un dato particolarmente diffuso tra i giovani intervistati.
Inoltre, vi è un’ampia convergenza di opinioni sull’idea che gli Stati membri debbano agire in modo più unito per affrontare le sfide globali (89% per l’Ue, 88% in Italia) e che l’Unione europea abbia bisogno di più risorse per affrontare le sfide future (76%, contro l’82% dei cittadini italiani che hanno risposto al sondaggio).
In un contesto geopolitico in rapida evoluzione, difesa e sicurezza (36% in Ue, 31% in Italia), così come competitività, economia e industria (32% in Ue, 34% in Italia), sono le aree su cui secondo i cittadini l’Unione europea dovrebbe concentrarsi maggiormente per rafforzare la propria posizione nel mondo. In Italia, risultano priorità anche l’indipendenza energetica, le risorse e le infrastrutture (33%). Le questioni economiche e di sicurezza sono centrali anche tra i temi che i cittadini vorrebbero vedere prioritariamente affrontati dal Parlamento europeo. Quattro europei su dieci citano inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita (43%), seguiti da difesa e sicurezza dell’Ue (31%), lotta alla povertà e all’esclusione sociale (31%) e sostegno all’economia e creazione di nuovi posti di lavoro (29%).
Per gli italiani, le priorità sono: inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita (nella stessa percentuale della media europea: 43%); supporto all’economia e creazione di nuovi posti di lavoro (37%); difesa e sicurezza dell’Unione europea e lotta alla povertà ed esclusione sociale (entrambe 26%). La situazione economica resta, inoltre, una preoccupazione centrale. Un terzo dei cittadini europei (33%) si aspetta un calo del proprio tenore di vita nei prossimi cinque anni, sette punti in più rispetto a giugno-luglio 2024. Questo vale per il 53% degli intervistati in Francia (+8 punti percentuali) e il 47% dei tedeschi (+15 pp).
In Italia, la percentuale scende all’11%, con una netta maggioranza (76%) di chi ritiene che il tenore di vita non cambierà. L’immagine positiva del Parlamento europeo resta alta e stabile (41% per la media europea, 46% in Italia). Per quanto riguarda l’immagine del Parlamento europeo, oltre sei cittadini su dieci (62%) vorrebbero che l’Eurocamera avesse un ruolo più importante, con un aumento di sei punti percentuali rispetto a febbraio-marzo 2024, poco prima delle elezioni europee di giugno. In Italia, a volerlo sono il 67% dei cittadini che hanno risposto al sondaggio, +11 punti rispetto a giugno/luglio 2024. A livello metodologico, il sondaggio Eurobarometro d’inverno 2025 è stato condotto tra il 9 gennaio e il 4 febbraio 2025 in tutti i 27 Stati membri dell’Ue. Le interviste sono state realizzate di persona, con l’aggiunta di interviste video in Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Malta, Paesi Bassi e Svezia. In totale sono state effettuate 26.354 interviste. (AGI)
BXM/BRA