RD Congo: il nunzio, situazione molto grave in Nord Kivu


“La situazione nel Nord Kivu è molto grave e delicata. Ci sono vittime e ho sentito parlare di cadaveri che giacciono nelle strade. Da più parti si sente il rumore degli spari. Tuttavia, non tutte le zone di Goma sono state colpite. Questo permette alla popolazione di soddisfare i propri bisogni primari. Siamo in una situazione di assedio, che potrebbe anche estendersi a un conflitto più ampio”. Così ai media vaticani il nunzio apostolico nella Repubblica Democratica del Congo, monsignor Mitja Leskovar. “Non c’è solo Goma, e dobbiamo anche pensare al resto del territorio, dove i combattimenti continuano. Auspichiamo un ritorno al tavolo dei negoziati, la ricerca di soluzioni diplomatiche, in dialogo con tutte le parti interessate, e la fine delle violenze”, ha proseguito sottolineando che “aiutare non è facile al momento, questo perché – ha detto – le possibilità, soprattutto per l’invio di beni, sono molto limitate”. “È una zona di guerra, ma sarebbe comunque piuttosto difficile fare arrivare gli aiuti umanitari lì, dato che le strade sono spesso impraticabili per le auto. Si può arrivare solo in moto o a piedi”. Monsignor Leskovar ha rimarcato che “non è facile sapere quali siano le reali necessità o in quale zona siano più urgenti” e ha precisato che “la terza difficoltà, forse la più grande, è l’entità dei bisogni: 6 o 7 milioni di sfollati nella Repubblica Democratica del Congo hanno bisogno di assistenza. Le Nazioni Unite, altre organizzazioni e molte Ong li stanno aiutando, ma i bisogni sono così grandi che è quasi impossibile aiutare tutti. Questo non significa che non si faccia nulla, possiamo e dobbiamo fare qualcosa. La Nunziatura Apostolica cerca di aiutare attraverso le istituzioni della Chiesa: la Caritas, le Diocesi o le congregazioni religiose. Inviamo aiuti nonostante le difficoltà logistiche”, ha concluso. (AGI)
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