Sono in tutto 43 i migranti nel centro di Gjiader in Albania. “Un altro vulnerabile è stato individuato nel pomeriggio di oggi”, ha spiegato all’AGI Francesco Ferri, di Actionaid, che si trova sul posto insieme ad altri componenti del Tavolo asilo e immigrazione. Le 49 persone – principalmente dal Bangladesh, insieme a sei egiziani, una persona dalla Costa d’Avorio e una dal Gambia – erano state prima portate nell’hotspot di Shëngjin per identificazione e valutazione delle vulnerabilità. Cinque persone erano state fatte rientrare in Italia ieri.
Il Tai ha avuto accesso alla struttura e interloquito con le autorità italiane. “Dalla visita sono emerse gravi violazioni dei diritti umani. L’accertamento di minore età e vulnerabilità, sottolinea il Tai – sarebbe dovuto avvenire prima del trasferimento, come previsto dal Protocollo tra Italia e Albania. L’assenza dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni sulle navi ha impedito verifiche adeguate, rendendo il trasferimento ancora più illegittimo e negando il diritto all’accoglienza. “I colloqui delle commissioni territoriali si sono chiusi. Non conosciamo ancora l’esito delle altre valutazioni delle commissioni”, ha aggiunto Ferri, sottolineando che i migranti “hanno raccontato delle condizioni nel Paesi di origine e di quelle vissute in Libia. Entro lunedì la Corte d’Appello si esprimerà sui trattenimenti”. (AGI)
Migranti: Tai, individuato un altro vulnerabile centro Albania
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