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11-settembre

11 SETTEMBRE 15 ANNI DOPO

11 SETTEMBRE 15 ANNI DOPO

15 anni fa un tragico evento negli USA ha segnato tragicamente la storia contemporanea: l’attacco e la distruzione delle “Twin towers” ad opera del terrorismo- kamikaze su un aereo di linea.

La memoria deve rimanere viva su quanto accaduto per continuare a contrastare ogni giorno chi punta a distruggere la più importante delle conquiste ottenuta con grandi sacrifici: la libertà.

Da quell’undici settembre di 15 anni fa, altri tristi eventi ed attentati hanno scosso le comunità internazionali.

Perchè?

Per mettere in atto un attentato servono armi, da dove vengono? Chi le paga?

Il terrorismo si combatte, togliendo le disponibilità economiche, che spesso arrivano da giganteschi giri di speculazione finanziaria o direttamente finanziati degli Stati.

BASTA speculare con il commercio e traffico di armi!

Per onorare le vittime degli attentati, sempre gente innocente che si trova nel posto sbagliato,  servono importanti azioni di politica estera  ed economica che riversino le proprie energie in   favore dello sviluppo  delle PMI e delle famiglie perché le guerre non  si fanno per religione o ideologie diverse ma per questioni economiche.

(Mariangela Palmisano)

11-settembre

 

 

 

 

don albanesi

Nigeriano ucciso a Fermo – Adesso Basta! Il governo prenda provvedimenti di Gabriele Patti

Riceviamo da Gabriele Patti il suo pensiero sull’episodio di razzismo che si è compiuto a Fermo. 

Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, Nigeriano, fuggito da Boko Haram e rifugiato a Fermo nelle Marche, martedì 5 Luglio è morto a seguito di un pestaggio di due cittadini residenti di cui uno ultrà, per aver reagito a epiteti razzisti – come “scimmia” – rivolti alla sua compagna. Rammaricati per questa perdita esprimiamo il nostro cordoglio e le più sentite condoglianze alla compagna dell’ Uomo Namdi.

Un Uomo che difende la sua donna dalle offese di trogloditi che lo picchiano a sangue.

Un Paese come l’Italia, figlia della cultura è divenuto madre dell’inciviltà e dello sdegno che sfociano sempre nel razzismo. Questo non è il primo e si spera sia l’ultimo episodio.

Renzi, piuttosto che dispiacersi a colpi di telefonate, si decida a prendere provvedimenti in merito a quella che si può etichettare come la “Questione Razzista”.  Alla quale si affianca la “questione morale”.

Il nostro Paese non può e non deve prendere derive razziste. Non può seguire la deriva nazionalista e i sostenitori dell’euexit.

Ripartire con investimenti alla cultura e finanziamenti a chi come Don Albanesi, al quale esprimiamo la nostra solidarietà, dimostra di occuparsi onestamente del problema immigrazione, agevolare le pratiche burocratiche per i richiedenti asilo e il permesso di soggiorno, attuare misure preventive di tali abusi e propedeutiche alla educazione e sensibilizzazione del Paese.

don albanesi

 

uomo-depresso

OGNI SUICIDIO E’ UNA SCONFITTA PER L’UMANITA’ di Mariangela Palmisano

L’Italia, quasi ogni giorno è scossa da tragici eventi che fermano la routine quotidiana. Giovani, padri e madri di famiglia, imprenditori, pensionati decidono di farla finita.

L’Italia negli ultimi anni è stata oggetto di queste tragiche sconfitte per l’umanità, sì, sono delle sconfitte.

La vita è un dono anche se in molti lo dimentichiamo.

Cosa succede? Perché?

La mente umana ci riserva amare sorprese. Tanti motivi ci portano ad essere deboli: delusioni, crisi economica, mancanza di lavoro, depressione e per chi ci crede mancanza di Fede.

Possiamo rimanere impassibili agli oltre 4000 suicidi che ci sono stati in Italia?

Assolutamente!

Dobbiamo cambiare rotta. Dobbiamo cambiare atteggiamento e magari cercare di essere veramente vicini senza essere invasivi e senza mettere il dito nella piaga come alcool su una ferita aperta. Ben vengano i supporti psicologici che però non devono essere etichettati in malo modo. Se una persona ha la forza di chiedere aiuto è importante non spezzargliela.

E’ importante anche che la smossa se la diano anche a Roma e Bruxelles perché se una persona è serena e non si sente ferito nella dignità non arriva, forse, a gesti estremi.

(Mariangela Palmisano)

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