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Marisa Riccio – Sommella

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Marisa Riccio nostra associata della Campania  ha inviato questo commento. La Presidenza e l’ufficio comunicazioni sentitamente ringraziano:

L’obiettivo di Confercontribuenti  è quello di essere accanto a tutti gli italiani che subiscono ingiustizie e vessazioni. Ho combattuto per anni insieme ad altri commercianti per una grossa ingiustizia subita, senza avere ascolto da parte di organi preposti, un giorno per nostra fortuna abbiamo conosciuto Confedercontribuenti nella persona del suo Presidente nazionale CARMELO FINOCCHIARO il quale resosi conto della vicenda molto controversa e losca ha fatto suo il nostro problema dandoci la massima disponibilità e collaborazione,devo;  dire che in soli due mesi molte cose si sono mosse nel verso giusto. Da questa mia esperienza positiva mi sento di dover trasmettere a famiglie, artigiani e commercianti l’esistenza di questa meravigliosa organizzazione di contattarli al numero 3505222196 e di condividerla. Vorrei che tutti sapessero che in Italia c’e’ ancora chi lavora con onesta’ e impegno, cosa molto rara nel nostro paese e si chiama CONFERCONTRIBUENTI.

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ARS: UN INSIEME DI REGOLE MA PER CHI? di Gabriele Patti

Raggiunto l’accordo tra Sicilia e Governo nazionale: 5,61 decimi del gettito IRPEF e 900.000.000 € alla Sicilia.

Il 28 Giugno all’ARS si è discusso il D.L. 24 Giugno 2016 n. 113 con il quale il Governo Nazionale ha disposto le “Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio”.
La seduta si è conclusa alle 21.00, nell’arco di cinque ore a coloro i quali assistevano alla seduta – ben più composti degli Onorevoli e assoggettati a regole di comportamento ben più rigorose, dall’abbigliamento obbligatoriamente giacca e cravatta, al divieto di portare qualunque oggetto in aula che non sia giacca e cravatta, fino alla postura da tenere in aula e a ristretti spazi nei quali sostare –   tra l’entra e esci a seguito di quattro sospensioni sembrava di stare al bar. Caffè, sigarette e chiacchiere a iosa. Si discuteva più fuori che dentro l’aula. In Aula si urlava, si ponevano domande in un italiano sgrammaticato e non si ascoltavano le risposte.
Il pavoneggiarsi dei politici di turno non è mancato, si respirava un’aria tipicamente all’Italiana, è stato anche possibile ammirare dal vivo l’emblematico gesto rappresentativo della soverchia, più di miseria che di nobiltà politica sul comune cittadino: il pizzicottone seguito da strascico e strattonata a danno di un cameriere. Degno di essere immortalato dai Vanzina.
Nel merito, su dieci punti all’ODG il dibattito si è concentrato solo su due questioni.
Da un lato la “Messa in sicurezza dei comuni in dissesto e consorzi dei comuni” e dall’altro “L’Accordo tra lo Stato e la Regione Siciliana in materia di finanza pubblica”.
Per metter in sicurezza i Comuni l’Onorevele Vinciullo presenta un emendamento subemendato dagli assessori Baccei e  Lanteri proponendo lo stanziamento di 200.000€ per i comuni in dissesto e 400.000€ per i consorzi di comuni, gli enti di area vasta (Ex province) per permettere la continuazione dei contratti di lavoro. Alloro e Di Pasquale (PD) rispettivamente segnalano l’insufficienza delle cifre stanziate e la disparità di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato che vengono garantiti dall’emendamento e quelli “stabilizzati che rischiano il licenziamento”.
Al 30 luglio 2015 i Comuni in dissesto erano dodici, da Gennaio 2016 altri tre comuni hanno dichiarato lo stato di dissesto e più di trecento lavoratori si trovano in stato di precarietà anche a causa della mancata presentazione dei comuni del Piano Triennale delle Assunzioni per la quale è stato prorogato il termine al 30 giugno. La Grasso rileva che nessun comune riuscirà a rispettare tale proroga. Dopo una sospensione per il recupero dei tesserini, col parere favorevole della commissione e del governo l’emendamento passa.
Il dibattito si vivacizza e diventa più aspro sulla seconda questione e viene invocata da più parti la presenza in aula del Presidente Crocetta firmatario dell’accordo.
Ennesima sospensione e dopo ottimistici quarantacinque minuti la seduta riprende alla presenza del Governatore il quale ha subito numerose critiche alle quali non ha potuto nemmeno ribattere a causa della conclusione della seduta con rinvio all’indomani.
Il negoziato prevede rigorosi obblighi per la Regione: garantire un saldo positivo di 227 milioni nel 2016, 577 milioni nel 2017 e il pareggio di bilancio nel 2018 nonché “effettuare riduzioni strutturali della spesa corrente in misura non inferiore al 3% per ciascun anno rispetto all’ anno precedente.” In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi le somme non raggiunte verranno decurtate dai trasferimenti futuri dello Stato alla Sicilia.
Con l’ art. 11 co. 1 del D.L. che dà attuazione alle trattative viene assegnato alla Regione Sicilia “…a titolo di acconto un importo pari a 5,61 decimi dell’imposta IRPEF determinata con riferimento al gettito maturato nel territorio regionale al netto degli importi attribuiti…” e ai sensi del terzo comma tali somme sono inutilizzabili e “restano depositate sulla contabilità speciale”.
Dall’esame del testo di certo non può dirsi che Crocetta sia riuscito a ottenere un trattamento agevolato specie se si considera che l’art 12 dello stesso decreto attribuisce un finanziamento di 70.000.000 € alla Valle d’Aosta con conseguente incremento del limite di spesa per pari importo.
E’ possibile che a due regioni a Statuto Speciale venga riservato un trattamento così diverso e squilibrato considerando anche la diversa densità di popolazione?
L’accordo ha generato le ire di molti esponenti dell’opposizione tra i quali Falcone (FI) che mettendo in risalto le ricadute sottolinea: “Già questo accordo è leonino”… “lei signor Presidente ha regalato la Sicilia all’Italia, ha incaprettato la Sicilia”“le posso assicurare che questo governo è il peggiore della storia della nostra Sicilia”.

La Rocca (M5S) chiede chiarimenti al governo siciliano in merito alla cifra di 900 milioni assegnatagli dallo Stato per la spesa dell’anno 2016 che diventeranno strutturali all’assolvimento degli obblighi e delle norme di attuazione dello Statuto e del decreto n. 113.  “Questi 900 milioni sono risorse riconosciute alla regione alla luce dei torti subiti o come risorse in prestito?”
Il gruppo pentastellato crede che l’Accordo si concretizzi nel recepimento di direttive politiche e non di norme tributarie e economiche, polemizzando sulla concreta possibilità di attuare le norme richiamate al punto 3 dell’accordo siglato il 20 giugno: “ Ma se questo governo e questo parlamento  in quattro anni non è riuscito a fare una riforma strutturale” …” stiamo dicendo che la Sicilia non sarà in grado di rispettare il contenuto dell’accordo”.
ARS

 

11 SETTEMBRE 15 ANNI DOPO

11 SETTEMBRE 15 ANNI DOPO

15 anni fa un tragico evento negli USA ha segnato tragicamente la storia contemporanea: l’attacco e la distruzione delle “Twin towers” ad opera del terrorismo- kamikaze su un aereo di linea.

La memoria deve rimanere viva su quanto accaduto per continuare a contrastare ogni giorno chi punta a distruggere la più importante delle conquiste ottenuta con grandi sacrifici: la libertà.

Da quell’undici settembre di 15 anni fa, altri tristi eventi ed attentati hanno scosso le comunità internazionali.

Perchè?

Per mettere in atto un attentato servono armi, da dove vengono? Chi le paga?

Il terrorismo si combatte, togliendo le disponibilità economiche, che spesso arrivano da giganteschi giri di speculazione finanziaria o direttamente finanziati degli Stati.

BASTA speculare con il commercio e traffico di armi!

Per onorare le vittime degli attentati, sempre gente innocente che si trova nel posto sbagliato,  servono importanti azioni di politica estera  ed economica che riversino le proprie energie in   favore dello sviluppo  delle PMI e delle famiglie perché le guerre non  si fanno per religione o ideologie diverse ma per questioni economiche.

(Mariangela Palmisano)

11-settembre